Il prezzo di aggiudicazione non è tutto. Muovi i cursori e vedi subito imposte, compensi e spese, voce per voce.
Le imposte sul trasferimento (registro, ipotecaria e catastale, oppure IVA se vende un'impresa), la metà del compenso del delegato per il decreto di trasferimento, le spese per cancellare pignoramenti e ipoteche e, se ci sono, le spese condominiali arretrate dell'anno in corso e del precedente.
Sì. Con i requisiti prima casa l'imposta di registro scende dal 9% al 2%, con un minimo di 1.000 euro; ipotecaria e catastale restano 50 euro ciascuna. Le dichiarazioni vanno fatte nell'offerta o subito dopo l'aggiudicazione, nei tempi indicati dal delegato.
È la possibilità, per chi compra un'abitazione come persona fisica, di pagare l'imposta di registro sul valore catastale invece che sul prezzo pagato. Il valore catastale si ottiene dalla rendita rivalutata del 5% e moltiplicata per 110 se è prima casa, per 120 negli altri casi. Di solito è molto più basso del prezzo, e l'imposta si riduce di conseguenza.
La cauzione, di solito il 10% del prezzo offerto, si versa insieme all'offerta e viene restituita se non si vince. Dopo l'aggiudicazione si versano il saldo del prezzo e il fondo spese entro il termine fissato nell'avviso di vendita, che non può superare 120 giorni.
Il decreto di trasferimento ordina la cancellazione delle formalità pregiudizievoli. Le imposte per cancellarle sono di norma a carico dell'aggiudicatario, circa 294 euro per ogni formalità; alcuni tribunali le pongono a carico della procedura. Lo dice l'avviso di vendita.
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